FERROVIE DA TERZO MONDO ?!?!


PASSEGGERI CONGELATI

ODISSEA EUROSTAR: RABBIA E POLEMICHE. I PASSEGGERI: LASCIATI SOLI.

Sarebbe il primo caso di azione collettiva nel nostro Paese: il Codacons sta valutando il ricorso a una «class action» sull'odissea vissuta dai passeggeri dell'Eurostar Lecce-Roma, che hanno impiegato 20 ore per arrivare a destinazione. Lo annuncia il presidente dell'associazione dei consumatori, Carlo Rienzi.

ODISSEA - Per il Codacons il caso «è gravissimo» e «dimostra ancora una volta come qualsiasi aumento delle tariffe ferroviarie sia una follia, oltre che una presa in giro per gli utenti». «Di fronte a un disservizio di questo tipo - prosegue Rienzi - siamo costretti a rivolgerci alla magistratura, affinché accerti se il blocco del treno abbia configurato reati a danno dei passeggeri, in relazione all'eventuale abbandono di persone non in grado di provvedere a se stesse». I passeggeri del convoglio - prosegue il Codacons - «possono chiedere un risarcimento danni per i disagi patiti». La notte da incubo vissuta da 450 passeggeri deve essere immediatamente ristorata con un risarcimento di 500 euro ciascuno» affermano Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef e Rosario Trefiletti, della Federconsumatori.

MORETTI: «FATTO IL POSSIBILE» - Le Ferrovie dello Stato hanno fatto del loro meglio per risolvere il problema dell’Eurostar Lecce-Roma bloccato per ore al freddo prima di giungere a Roma nella notte di ieri. Lo ha detto l’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, a Milano, dove si è conclusa la cerimonia per l’avvio del conto alla rovescia dell’entrata in funzione dell’alta velocità Bologna-Milano che avverrà tra un anno. «Il treno veniva da un inferno, con tutto il ghiaccio e la neve che c’è stata in Puglia - ha rivelato Moretti - dove noi siamo stati gli unici a garantire il servizio, mentre strade e aeroporti venivano chiusi. Quando questo treno è arrivato nell’innesto con l’alta velocità, purtroppo, non sappiamo ancora se anche per i problemi vissuti nella tratta pugliese non è riuscito a commutare con i sistemi tecnologici dell’alta velocità. Siamo intervenuti in massa con difficoltà operative per il freddo cane in cui la gente aveva difficoltà a lavorare. Abbiamo cercato di garantire ogni assistenza, arrivati a Roma abbiamo dato il viaggio aereo a chi aveva perso il volo, tassì, e rimborsato i biglietti al 100 per cento senza accampare pretesti, ma - ha sottolineato - assumendoci la nostra responsabilità. Ci sono errori? Certo - ha ammesso infine Moretti - perché un treno non si deve mai fermare, ma abbiamo cercato di fare del nostro meglio». Le Ferrovie precisano in un comunicato che «alla stazione di Capua, sono stati distribuiti oltre 1.200 cestini con generi di conforto, dolci, cioccolata e latte; circa 250 bottigliette d'acqua, una novantina di succhi di frutta e circa 120 coperte. Inoltre, la notte scorsa, è stato anche garantito il soggiorno in albergo a Roma ad alcuni parenti che erano in attesa dei viaggiatori, mentre la sala club Eurostar e i locali di sosta del binario 1 sono stati aperti tutta la notte».

«LASCIATI SOLI» - Ma il giorno dopo l'odissea, la rabbia e le proteste di chi l'ha vissuta sulla sua pelle si sono sentite. In un audio raccolto da Corriere.it, Paolo Verri, presidente del Comitato Italia 150 ed ex presidente del Salone del libro di Torino, contesta la versione fornita dalle Ferrovie sui tentativi di soccorrere i passeggeri. «Le istituzioni ci hanno lasciati soli, ci hanno risposto per telefono che erano informati della situazione e che la protezione civile era stata allertata ma che era troppo pericoloso arrivare sul luogo dove il treno era bloccato e che comunque ci aspettavano alla stazione di Capua» denuncia dal canto suo l'avvocatessa fiorentina Elena Zazzeri che sabato sera era a bordo dell'Eurostar Lecce-Roma rimasto bloccato, senza riscaldamento, su un viadotto nel Casertano e giunto poi nella capitale con 20 ore di ritardo. «Ho avvertito la sensazione di essere sola, una sensazione di vuoto assoluto - racconta Claudia Aldi, una giornalista di Firenze che lavora a Roma, anche lei passeggera su quel treno -. Quando ci hanno fatto salire sull'altro convoglio giunto in soccorso non c'erano coperte a sufficienza per coprire i bambini, faceva un freddo incredibile, sembravamo dei deportati. Io ora ho la febbre». Claudia Aldi ha raccolto le firme di circa 250 persone che erano sul treno, per promuovere un'azione legale.

BIGLIETTI - L’episodio è anche l’occasione per riaprire la mai sopita polemica sui prezzi dei biglietti. «Con quale coraggio Fs si accinge ad aumentare le tariffe del 15 per cento (10 euro in prima classe, da 67 a 77 euro sul Lecce-Roma,7 euro in seconda da 47 a 54 euro), senza alcun serio piano industriale per restituire efficienza nei pessimi servizi erogati e certezza negli orari sempre piu flessibili ?» si legge nella nota Adusbef-Federconsumatori. Le associazioni denunciano, inoltre, che un treno quale il Lecce-Roma che per percorrere circa 500 chilometri impiega, quando è in orario, 6,06 ore, ad una media di 82,5083 chilometri l`ora non può essere spacciato per alta velocità e come tale giustificare l’aumento di tariffa. Adusbef e Federconsumatori chiedono quindi al presidente del consiglio Romano Prodi e al governo, di bloccare gli annunciati aumenti del 15% delle tariffe ferroviarie, «che oltre ad incidere sull`inflazione, costerebbero a ogni famiglia tra 90 e 120 euro su base annua, contribuendo ad intaccare ancora di più i redditi erosi dei cittadini».

http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_16/codacons_class_action_eurostar_db0e00a8-abe8-11dc-9018-0003ba99c53b.shtml

PASSEGGERI ABBANDONATI

Doveva festeggiare il Capodanno e nulla e nessuno glielo avrebbe impedito, nemmeno gli impegni di lavoro. E così, prima dello scoccare della mezzanotte, un macchinista ha visto bene di parcheggiare in stazione il treno per raggiungere la combriccola di amici. Niente di strano se non fosse che all'interno, ugualmente in ansia per i festeggiamenti, sono rimasti anche i passeggeri. Chiusi, bloccati dentro.

L'incredibile disavventura è accaduta nella stazione di Cremona. Una volta arrivato a destinazione in orario, l'incauto macchinista ha spostato il mezzo proveniente da Brescia nella zona di sosta notturna e si è allontanato. Accortisi che qualcosa non andava e soprattutto dopo aver scoperto che le porte non si aprivano, i passeggeri hanno chiamato i carabinieri. Archiviato il cenone di San Silvestro, hanno chiesto "almeno" di esser liberati.

http://notizie.tiscali.it/stranomavero/articoli/08/gennaio/abbandona_passeggeri_678.html

TRENI AFFOLLATI: PENDOLARI LOMBARDI INSODDISFATTI

Pendolari soddisfatti del servizio ferroviario? Macché, sui binari viaggiano ritardi, sporcizia, affollamento, scarsa informazione e senso di poca sicurezza.

http://www.altroconsumo.it/map/show/12710/src/94291.htm

TRENI SPORCHI

LA PULIZIA DEI TRENI NON E' MAI IN ORARIO

Eurostar con il 38% dei bagni sporchi, il 20% delle poltrone rovinate. E sui regionali è anche peggio

Eurostar con il 38% dei bagni sporchi, il 20% delle poltrone rovinate o malconce, assenza di carta igienica nei servizi (nel 18% dei casi), pavimenti neri come pece (12%), cestini dei rifiuti colmi e quindi inutilizzabili (7%), finestrini imbrattati (3%) e tende logore e piene di polvere e macchie (2%). Ma non è tutto: Intercity e regionali con il 38% dei poggiatesta sporchi, il 19% di poltrone luride, il 18% dei bagni impraticabili. Lo scenario non è dei più entusiasmanti, ma purtroppo è questa la realtà del sistema ferroviario italiano "fotografata" da un'indagine condotta dal Codacons e dall'associazione utenti del trasporto aereo, marittimo e ferroviario, su un campione di circa 800 utenti delle ferrovie dislocati su tutto il territorio nazionale.

IL CODACONS: «SITUAZIONE IGIENICA PREOCCUPANTE» -Il Codacons denuncia con fermezza il disservizio delle pulizie sui convogli in circolazione sui binari di casa nostra. Non c'è distinzione tra Eurostar e treni Intercity o interregionali, la macchia della sporcizia è indelebile ad ogni latitudine. «La situazione è molto preoccupante – commenta Carlo Rienzi, presidente nazionale del Codacons – e questi dati sono da considerare a trecentosessanta gradi, perché spiegano bene quello che i viaggiatori sono costretti a sopportare. Alle cattive condizioni delle carrozze vanno infatti aggiunti anche i ritardi, che sono all'ordine del giorno. E nonostante questo contesto scoraggiante i prezzi dei biglietti sono in continua crescita. Insomma, gli utenti pagano da anni un servizio spuntato».

QUASI 200 MILIONI PER LA PULIZIA – Eppure, almeno sulla carta, le pulizie dovrebbero essere effettuate regolarmente su tutti i circa 8 mila treni passeggeri in servizio ogni giorno. Trenitalia stanzia per il servizio poco meno di 200 milioni di euro. Gli appalti sono generalmente affidati a poche aziende competenti per macro-aree (nord, centro e sud), le quali però spesso delegano i lavori veri e propri ad altre imprese consorziate o a ditte in subappalto. Ed è proprio in questi passaggi che finisce col perdersi l'efficienza del servizio. Ne ha parlato ad esempio, nei giorni scorsi, un servizio di Andrea Galli sul Corriere della sera, in cui si denuncia lo sfruttamento selvaggio di una delle ditte subappaltatrici a Milano sul personale immigrato clandestino e dequalificato, minando all'origine l'efficienza del servizio.

DIRITTI SUI BINARI - Diversi casi clamorosi di cronaca hanno denunciato in passato le cattive condizioni di pulizia dei treni: vagoni in condizioni pietose o addirittura infestati da zecche e altri insetti. «Ma ancora oggi la questione dell' inefficienza delle pulizie è evidente – afferma Angela Carta, responsabile dell'ufficio stampa del Movimento Consumatori – e dalla nostra campagna "Diritti sui binari", che fino a oggi ha fatto registrare circa 400 richieste al numero verde 800.774.770 (attivo dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00), emerge che la prima lamentela dei viaggiatori riguarda il ritardo dei treni, ma la seconda è proprio relativa ai bagni fuori uso, ai servizi igienici inutilizzabili, e alle carrozze sporche». Altre rimostranze riguardano i sistemi di riscaldamento e climatizzazione spesso fuori uso e le difficoltà nell'ottenere gli indennizzi per i ritardi: «La nostra petizione on line per sostituire i bonus con dei rimborsi in denaro – dice ancora Angela Carta – ha già registrato circa 1500 firme».

BAGNO ROTTO PER 20 GIORNI – Anche le associazioni dei pendolari molto attive sul territorio nazionale, registrano il malcontento degli utenti. Racconta ad esempio Antonio Trani, presidente della Assopendolari della Napoli-Roma: «Abbiamo raccolto numerose lamentale da parte degli utilizzatori di questa tratta. Un caso su tutti è emblematico e riguarda un grave disservizio sul treno Eurostar delle 7.10 che parte da Napoli centrale ed arriva a Roma Termini: per ben 20 giorni nella carrozza 8 del treno AV 9640 c'è stato il bagno fuori uso. Il corridoio di passaggio era sporto ci urina e un odore nauseabondo permeava nelle tre carrozze limitrofe». «Tutti i giorni abbiamo chiesto spiegazioni al personale di bordo – prosegue Trani - senza però ottenere risposta. Quello è stato un caso eclatante, ma i disservizi riguardano diversi treni intercity e regionali della linea Napoli Roma. I convogli sono uno scempio, per non parlare dei ritardi. Ormai siamo rassegnati».

IL KIT DEL PASSEGGERO - «La pulizia è un optional e più volte abbiamo chiesto interventi alla direzione provinciale lombarda per migliorare le condizioni dei sedili– afferma Matteo Casoni, portavoce dell'associazione dei pendolari della linea Mantova - Cremona Milano – senza ottenere risultati. I passeggeri si sono automuniti del "kit fai da te" per le pulizie e provvedono da soli prima di sedersi, oppure si portano delle coperte da casa. E' un anno che aspettiamo dalla direzione provinciale dei coprisedili speciali, ma ad oggi nessuno si è fatto vivo». E Trenitalia?

LE FERROVIE: «LE LAMENTELE HANNO UN FONDAMENTO» - Il problema è ben noto ai vertici della società. «Sappiamo che le lamentele dei pendolari hanno un fondamento – ammette Federico Fabretti capo ufficio stampa delle Ferrovie italiane – e non siamo assolutamente contenti di questa situazione. Da gennaio abbiamo scelto e incaricato, insieme all' Associazione dei Consumatori la SGS un organismo indipendente e leader mondiale nei servizi di verifica e certificazione di beni, servizi e sistemi. Entro due o tre settimane la Sgs dovrà fornirci i risultati– prosegue Fabretti – e quando conosceremo gli esiti, in base ai giudizi espressi, potremo sciogliere i contratti d'appalto con chi non ci soddisfa ».

http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_13/treni_inchiesta_uno_2b6c4468-f128-11dc-9d4f-0003ba99c667.shtml

LEGIONELLA SUI TRENI

Nuovo filone nell'inchiesta della procura di Torino sulle condizioni igieniche dei treni italiani, dopo le zecche del 2005.

In alcune carrozze a Novara sono state trovate tracce della legionella, il bacillo che provoca una grave malattia dell'apparato respiratori in quantità superiori rispetto alla soglia minima di rischio. A scoprirlo i carabinieri del Nas che hanno prelevato campioni di acqua nei bagni dei convogli.

I carabinieri del Nas hanno prelevato campioni di acqua nei bagni, e i tecnici dell' Arpa di Novara hanno svolto le analisi.

La scoperta riguarda convogli che hanno percorso le tratte torinesi della rete ferroviaria e preoccupa non poco gli inquirenti, i quali, ora, procederanno a test sugli impianti dei vagoni letto: la legionella, che si annida nelle tubature e nei sistemi di condizionamento dell'aria, diventa pericolosa dopo il passaggio nei nebulizzatori delle docce.

Il fascicolo, aperto sin dallo scorso anno, contiene già episodi come quello dei passeggeri dell'intercity Reggio Calabria-Torino infastiditi dalle zecche.

Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ipotizza la frode in pubbliche forniture e ha iscritto nel registro degli indagati dei responsabili di Trenitalia e dell'impresa incaricata di svolgere le pulizie sulle carrozze.

http://oknotizie.alice.it/go.php?us=2180108015fdd85a

PULCI SUI TRENI

"Non è la prima volta che accade un fatto simile sui treni italiani. E’ bene che Trenitalia incominci ad essere condannata a pagare salati risarcimenti danni così effettuerà più controlli sulla salubrità e l’igene delle vetture". Le tre laureate salentine dovranno continuare a prendere l’intercity notte Lecce – Roma anche nelle prossime settimane perché non vogliono e non possono rinunciare al loro master. Per loro il viaggio in treno, da ora in poi, sarà più problematico almeno sino a che non saranno spariti dalle parti scoperte del loro corpo e dalla loro mente quei segni di puntura di insetto che, oltre al prudito causano loro un forte senso di schifo. MDC Lecce: “ E’ assurdo che continuino ad accadere simili fatti.

Le tre dottoresse sono salite a Lecce ed hanno chiuso bene la porta del loro scompartimento per evitare nel corso della notte incontri sgraditi. Le pulci, però, erano già nella vettura e dopo un po’ si sono fatte sentire.” Trenitalia deve far partire da Lecce i treni puliti e salubri perché i cittadini non possono fare a meno di usare tali mezzi. Per ora, oltre la querela, Trenitalia riceverà anche una citazione per danni così in futuro, si spera, controllerà meglio le proprie vetture.

http://www.sudnews.it/notizia/29992.html

CIMICI SUI TRENI

GENOVA - Cimici che "passeggiano" su viaggiatori inferociti, un treno bloccato in piena notte e agenti che danno la caccia agli animaletti. E' quello che è accaduto nelle prime ore di oggi sull'Eurocity night 369 Nizza-Napoli, nella stazione di Genova Principe.

Il trambusto è cominciato poco prima dell'una di notte, all'arrivo nella stazione di Genova "Piazza Principe". Tre passeggeri di uno scompartimento sono scesi protestando vivacemente dopo aver scoperto sui loro vestiti passeggiare decine di insetti, che poi si è scoperto essere delle cimici grazie dopo gli esami degli entomologi del Museo di Scienze Naturali di Genova. Mentre intervenivano agenti della Polfer e ferrovieri, anche altri viaggiatori di vagoni vicini hanno detto di aver visto questi animaletti a spasso sui sedili e lungo i corridoi.

La protesta è così montata, mentre la Polfer faceva staccare il vagone infestato (l'unico sul quale gli agenti hanno accertato la presenza degli insetti) e raccoglieva alcuni insetti per farli identificare dal servizio di igiene della Asl. Per precauzione anche altre tre vetture sono state chiuse ed i passeggeri trasferiti su altri vagoni. Il treno è così ripartito con qualche ora di ritardo per Napoli.

Una quindicina di viaggiatori che si sono rifiutati di risalire sullo stesso treno, sono stati assistiti da Trenitalia, che ha offerto loro la colazione e li ha fatti ripartire in mattinata con il primo Eurostar per Roma. Tre viaggiatori spezzini, che avevano scoperto gli insetti camminare sui loro vestiti, hanno stamani presentato formale denuncia alla Polfer della Spezia.

Secondo gli accertamenti di Trenitalia, nessuna presenza di insetti era stata segnalata sul convoglio partito dall'Italia. Giunto a Nizza, il treno è stato messo in deposito ed avrebbe dovuto essere pulito. L'origine dell'infestazione, quindi, secondo le ferrovie, sarebbe in Francia. Le ferrovie hanno disposto la disinfestazione del vagone staccato a Genova.

http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/cronaca/trenitalia/nizza/nizza.html

ZECCHE SUI TRENI

L’episodio delle zecche nella carrozza 5 dell’Intercity Reggio Calabria Torino si aggiunge a un fascicolo aperto un anno fa dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello sulle inefficienze dei treni italiani. Il reato contestato dalla Procura, per una serie di episodi rilevati, è quello di frode nelle forniture alla pubblica amministrazione e mancato controllo da parte del committente, contestato per ora a una manciata di indagati: sia personale di ditte che hanno in appalto lavori, sia funzionari della committenza.

Il prurito causato dalle punture di zecche ha allarmato i 60 passeggeri nella notte e in 18 sono arrivati a minacciare di tirare il freno di emergenza, perché si rifiutavano di proseguire il viaggio in tali condizioni. Il convoglio è stato dunque fermato alla stazione di Roma Ostiense e la carrozza numero 5 è stata evacuata e sigillata. I passeggeri sono stati in parte smistati in altre carrozze, mentre chi si è rifiutato di proseguire è stato fatto salire su bus diretti a Pisa, Genova, Alessandria e Torino.

Trenitalia per ora si scusa e offre un bonus per un viaggio a titolo di risarcimento. Agli interessati, però, evidentemente non basta, infatti hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri, e i Nas stanno indagando sull’accaduto. Così la faccenda è finita sul tavolo del pm Guariniello, con cui i Nas stanno già lavorando in altre inchieste: da malfunzionamenti degli impianti alle condizioni igieniche. Indagini partite in gran parte dalle numerose lamentele degli utenti, in particolare pendolari o clienti che usufruiscono dei treni a lunga percorrenza diretti o provenienti dal Sud.

Telefono Blu, associazione che si occupa della tutela dei viaggiatori, afferma che i viaggiatori danneggiati meritano minimo 100 euro di risarcimento.

http://www.safetal.com/newsActive/visualizza_news2.asp?id_news=3209