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DIRITTO DI SCIOPERO O LESIONE DI DIRITTI ??


METALMECCANICI SELVAGGI

ITALIA Intanto, continuano i blocchi statali e le proteste organizzate in tutto il Paese dalle "tute blu". A Terni, un gruppo di manifestanti ha occupato i binari della stazione ferroviaria, bloccando per poco tempo la linea linea Roma-Ancona. Presidi si sono svolti anche davanti alle aziende del gruppo Ast della città umbra, che hanno causato rallentamenti del traffico sulla Flaminia. Partecipano alle proteste anche gli operai dell'acciaieria ThyssenKrupp.

Scioperi si sono svolti anche in diverse aziende del torinese, con manifestazioni e blocchi stradali. A Torino, circa 500 lavoratori della Pininfarina hanno sfilato in corteo in corso Allamano, creando problemi alla circolazione stradale.

A Taranto, alcune decine di metalmeccanici hanno bloccato stamani per alcune ore la strada Taranto-Statte con presidi nei pressi delle portinerie dell'Ilva e dell'azienda Italcave.  Bloccata anche la circolazione sulla A7 Genova-Serravalle, al casello di Busalla.

A Genova, trecento lavoratori delle riparazioni navali e del settore metalmeccanico hanno lanciato uova contro la sede di Assindustria. Manifestazioni sono state organizzate anche a Vicenza, in Lazio, sull'autostrada Roma-Napoli, in Toscana e nel bergamasco, con il blocco della A4 MIlano-Venezia.

http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=77689

Metalmeccanici, sciopero di 8 ore Autostrade e stazioni bloccate

Lombardia
Gli stessi sindacati hanno fatto sapere che intorno alle 10.00 dai cancelli dell'Alfa Romeo di Arese si sono mosse oltre 2.000 persone per raggiungere l'Autolaghi, l'Autostrada che collega il capoluogo lombardo con Como, Varese e l'aeroporto di Malpensa. Contemporaneamente, dai cancelli della Dalmine altre 2.000 persone hanno bloccato la Milano-Bergamo, mentre la Bergamo-Brescia è bloccata da 5.000 lavoratori bresciani, che si erano concentrati in presidio davanti alla sede della Confapi. Blocchi stradali sono in corso anche a Legnano, dove circa 1.000 lavoratori impediscono la circolazione sull'Autolaghi, bloccata più a nord anche a Gallarate da oltre 1.000 manifestanti confluiti da tutta la provincia di Varese. Intorno a mezzogiorno le difficoltà maggiori sono presenti sull'A8 Milano-Varese, con 3 blocchi del traffico, in entrambe le direzioni, all'altezza di Gallarate, Legnano ed Arese.

Piemonte
Uno striscione rosso listato a lutto della Thyssenkrupp, quello dei lavoratori della Bertone con la scritta «Tutti insieme» e infine lo striscione Fim, Fiom e Uilm con il messaggio «Contratto subito» dominano il corteo dei metalmeccanici che partito dal piazzale di Porta Susa intorno alle ore 10 ed è arrivato in piazza Castello a Torino dove si conclude con l'intervento di Bruno Vitali della segreteria nazionale Fim-Cisl. Alla manifestazione hanno preso parte numerose persone.

Liguria
Circa 500 operai metalmeccanici hanno bloccato la stazione ferroviaria di Genova. Dopo avere fatto un presidio davanti alla sede di Confindustria, nelle adiacenze dello scalo ferroviario, i metalmeccanici hanno dato vita ad un corteo che ha bloccato il traffico e sono poi entrati nella stazione. Durante la protesta, che è durata poco più di mezz'ora, un solo convoglio è riuscito a passare il cordone umano tra le proteste degli scioperanti. La manifestazione è stata promossa da Fiom, Fim e Uilm e dalle rsu delle principali fabbriche genovesi. Sono in piazza tra gli altri gli operai di Fincantieri, Ilva, Esaote, Piaggio Aero, Marconi, Siemens, Riparazioni Navali.

Emilia Romagna
Sull'autostrada A1 e sulla tangenziale di Bologna si sono registrati disagi quando i metalmeccanici hanno bloccato, sia in entrata che in uscita, i caselli di Reggio Emilia e Modena Nord. Mentre sulla tangenziale che circonda il capoluogo emiliano è momentaneamente chiuso il tratto in direzione dell'A14 Adriatica, tra lo svincolo n.6 Castelmaggiore e lo svincolo n.8 Fiera.

Sardegna
Manifestazione anche a Cagliari dei metalmeccanici della provincia sotto la sede regionale di Confindustria. In viale Colombo circa 300 lavoratori hanno indetto una protesta con un sit-in per il mancato accordo con Federmeccanica. «La proposta degli industriali offende la dignità di una categoria che, con il suo duro lavoro sottopagato, contribuisce in percentuali elevate a produrre ricchezza per il Paese», ha sottolineato Piero Vargiu, segretario della Fiom-Cgil per la provincia di Cagliari. È previsto, inoltre, un incontro con il direttore regionale di Federmeccanica per richiamare l'attenzione della controparte sulle condizioni del comparto in Sardegna, dove sono impiegati almeno 20mila operai, di cui oltre 10mila solo nel cagliaritano.

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=72003


TIR SELVAGGIO

ROMA Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha precettato gli autotrasportatori in sciopero limitando il fermo alla mezzanotte di oggi.

Lo rende noto un comunicato del ministero che annuncia l'adozione di una "apposita ordinanza per la limitazione del fermo dell'autotrasporto proclamato dalle Associazioni Cna Fita e Confartigianato Trasporti dalle ore 00.00 del giorno 10 dicembre alle ore 24.00 del giorno 14 dicembre, limitandolo alle ore 23.59 del giorno 11 dicembre".

Il provvedimento "si e' reso necessario a seguito della gravissima criticità della circolazione su molte arterie della rete stradale e autostradale, che ha determinato la concreta possibilità che venga pregiudicata la distribuzione dei beni essenziali in quanto volti a soddisfare i diritti fondamentali dei cittadini".

L'ordinanza, precisa ancora il ministero, sarà notificata alle segreteria nazionali delle organizzazioni che hanno proclamato il fermo e alle aziende erogatrici dei servizi, alle quali viene fatto obbligo di portarla a conoscenza dei lavoratori nonché del pubblico attraverso gli organi di informazione.

Dopo la paralisi di ieri di strade a autostrade, la situazione era diventata ancora più difficile dopo che l'incontro di oggi a mezzogiorno a Palazzo Chigi, con il governo impegnato in una tentativo di mediazione con i rappresentanti degli autotrasportatori, era andato male. I gestori di distributori di carburante, poi, avevano annunciato che il 60% degli impianti era già senza carburante, causa il fermo dei Tir e dei mancati rifornimenti di benzina e gasolio.

A riferirlo la Fegica-Cisl, per la quale serviranno comunque 48 ore da quando cesserà lo sciopero per tornare alla normalità.

http://www.dire.it/HOME/rotta_la.php?c=3411&m=3&l=it


TAXI SELVAGGIO

ITALIA Tassisti sul piede di guerra dopo la liberalizzazione delle licenze decisa dal governo. Indetto uno sciopero per l'11 luglio, ma sono diverse le manifestazioni nelle maggiori città. I centri della protesta sono Roma e Milano. Nel capoluogo lombardo è stato bloccato l'accesso all'aeroporto di Linate, poi liberato. All'aeroporto di Caselle contestato Piero Fassino.

Milano
La protesta dei taxisti era iniziata con il blocco del servizio all'aeroporto di Linate. I rappresentanti delle diverse sigle sindacali e singoli tassisti che sono intervenuti davanti a quasi mille colleghi hanno interrotto il servizio e mandato in tilt il traffico intorno allo scalo bloccando viale Forlanini. Lunghe code alla fermata della linea 73 degli autobus che da Linate portano verso il centro città. La viabilità è poi tornata alla normalità grazie anche all'intervento della polizia. In serata, dopo l'incontro con l'assessore comunale ai Trasporti, Edoardo Croci, il Comune di Milano ha fatto sapere che non si avvarrà mai di questo decreto".

Caos all'aeroporto di Torino-Caselle
Disagi e manifestazioni anche nel capoluogo piemontese. I taxi hanno bloccano l'accesso delle auto all'aeroporto e quindi i passeggeri sono stati costretti a percorrere a piedi l'ultimo tratto fino allo scalo. Ritardi per alcuni aerei in partenza. Il sindacato aspetta la convocazione del governo chiesta al premier Romano Prodi e al ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. "Le dichiarazioni di Prodi, di Bersani e dell'opposizione - afferma Nicola Di Giacobbe, responsabile Unica-Cgil - sono molto distanti dalla realtà del decreto che non liberalizza niente ma colpisce solo le categorie già liberalizzate e non scalfisce, invece, le vere lobby come quelle dei farmacisti e dei notai. Lo sciopero dell'11 luglio, se non arriveranno risposte soddisfacenti da parte del governo, sarà - avverte - il primo di una lunga serie". Di Giacobbe è convinto che "il decreto creera' solo un concentramento di licenze che andrà a interessare solo la parte ricca del mercato e non comportera' alcun abbassamento delle tariffe. Per la questura di Torino sono 140 i tassisti che hanno protestato presso lo scalo subalpino, mentre altri quaranta hanno attuando una protesta davanti al Comune del capoluogo piemontese.

Dopo un incontro in prefettura, a Torino, la delegazione dei tassisti ha dichiarato di avere firmato l' intesa col Comune: "Abbiamo siglato il documento - ha affermato Giovanni Bestente, presidente della cooperativa "5730" e rappresentante dell'associazione "Casa" - e il prefetto ci ha chiesto di porre fine alla protesta. Cercheremo di convincere i nostri colleghi. Bisogna però tenere presente che si tratta di blocchi spontanei".

Torino - Contestato Fassino

Il segretario dei Ds, Piero Fassino, e' stato contestato oggi dai tassisti in sciopero all'aeroporto di Caselle, dove era giunto per partire per Roma. L' esponente politico, a Torino per motivi strettamente personali, e' giunto nel pomeriggio allo scalo a bordo di un'auto con autista ed e' stato riconosciuto dai dimostranti e insultato.

Torino- "Crumiro" aggredito dai colleghi

Quattro tassisti hanno aggredito un collega che stava trasportando alcune persone, a Torino in via Pietro Micca. Il tassista al lavoro è stato obbligato a fermarsi per strada dai quattro colleghi che lo hanno fermato, hanno fatto scendere e allontanare i clienti che erano a bordo e hanno inveito contro di lui, per poi danneggiare il suo tassametro. Si sono successivamente allontanati e sul posto è stata chiamata la polizia che ha appurato l'accaduto grazie al racconto del tassista aggredito e di un paio di testimoni che hanno assistito alla scena.

Roma

Proteste dei tassisti si sono registrate anche nella Capitale. Il traffico sull'autostrada Roma-Fiumicino, costantemente controllata da pattuglie della polizia stradale, è tornato regolare solo dopo diverse ore di blocchi. Per diversi chilometri le vetture hanno dovuto procedere a passo d'uomo. "Di questo passo rischiamo di rimanere senza un lavoro: andremo avanti a oltranza con questo fermo per dire un secco no alla manovra decisa dal Governo Prodi". avevano detto all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino un gruppo di tassisti che dalle 8 del mattino hanno sospeso il servizio per protestare contro la liberalizzazione delle licenze. Fuori dai terminal dello scalo romano sono stati tanti i disagi per passeggeri in arrivo costretti a recarsi a Roma in treno o con le auto a noleggio.

Genova
La protesta dei taxisti a Genova non ha provocato contraccolpi all'attività dell'aeroporto "Cristoforo Colombo". I collegamenti tra lo scalo aeroportuale e la città e' stato garantito dalla linea "Volabus", un servizio con frequenza ogni mezz'ora garantito da AMT che gestisce il collegamento con due euro a fronte di una spesa media di 18 euro con il taxi. Più complessa la situazione in centro città, la circolazione dei veicoli e' stata rallentata da un lungo serpentone di taxi che ha congestionato il centro città.

Disagi anche a Napoli  
Molti tassisti si rifiutano di prendere a bordo i passeggeri. Si tratta di uno "sciopero a singhiozzo, non proclamato da nessun sindacato ma che parte dalla base, dal passaparola di chi considera le nuove norme un attentato gravissimo al futuro della categoria", dicono i conducenti delle auto bianche. Al posteggio dei taxi di via Ponte di Tappia, nel cuore della città, in questo momento sono fermi dodici taxi, di varie cooperative, nessuno dei quali è disponibile a caricare passeggeri.

Valle D'Aosta, servizio regolare
Il servizio taxi in Valle d' Aosta ha funzionato regolarmente. Lo ha confermato Gabriele Costa, della Confartigianato, precisando che "la categoria e' d' accordo con quanto fatto dalle associazioni a livello nazionale ma per il momento da noi non sono previste manifestazioni di protesta".

Bersani: "Non darò mai addosso a un lavoratore"

"Sono figlio di un artigiano, non darò mai addosso ad un lavoratore che guida la macchina. Non e' una liberalizzazione. Noi vogliamo che i Comuni, Roma e' diversa da Piacenza e da Milano, abbiano la possibilità di mettere a bando delle nuove licenze o riservate ai tassisti che ci sono già o anche a nuovi tassisti". Il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, parla così in un'intervista al Tg di Italia Uno 'Studio Aperto'. Secondo Bersani il provvedimento era assolutamente necessario

Il Codacons: "Denunciate i tassisti"

Il Codacons ha denunciato i tassisti alla procure della Repubblica ipotizzando il reato di blocco stradale e turbativa di pubblico servizio. L'associazione dei consumatori "invita gli automobilisti e i cittadini danneggiati dalle proteste a chiedere il risarcimento danni ai responsabili". Le proteste messe in atto dai tassisti sono "inaccettabili". Per il Codacons, inoltre, "i cittadini penalizzati da queste forme assurde ed improvvise di protesta possono chiedere equi indennizzi dinanzi al giudice di pace". L'associazione per la tutela dei consumatori che valuta positivamente le scelte in tema di liberalizzazione soprattutto per quanto riguarda le licenze dei taxi. "Le tariffe delle auto pubbliche in Italia sono le più elevate del mondo", ha denunciato il Codacons secondo cui una corsa-tipo di 5 chilometri, in un giorno festivo e con una valigia al seguito, costa mediamente a Roma 19-20 euro, a Milano 18 euro, a New York 16-17 euro, a Parigi 14 euro, a Berlino e a Madrid fra i 12 e i 14, a Londra fra gli 11 e i 12

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo316993.shtml


TRAM SELVAGGIO

MILANO Metropolitana, autobus, tram. Tutti fermi. Un nuovo sciopero selvaggio degli autoferrotranvieri e Milano ripiomba nel caos. Questa mattina i mezzi dell'Atm, l'azienda milanese dei trasporti, non sono usciti dai depositi, impedendo gli spostamenti alle centinaia di migliaia di pendolari che hanno raggiunto il capoluogo.
Secondo le prime notizie che giungono da Milano, è attivo solo il tratto della terza linea della metropolitana, quella gialla, tra le fermate Sondrio e San Donato.
Pesante la situazione per la circolazione cittadina, con taxi presi d'assalto dai pendolari che sono riusciti ad accaparrarsi una corsa. Bloccato Viale certosa in entrata, ferma la circolazione delle auto sulla circonvallazione.
Secondo l'Atm «non è prevedibile se nel corso della giornata la circolazione riprenderà totalmente o in parte», e, precisa l'azienda, «l'assenteismo per malattia dei conducenti di superficie e metropolitana è pari a circa il 20%. Tale dato rappresenta circa il triplo rispetto al valore ordinario».

http://www3.varesenews.it/lombardia/articolo.php?id=902


STUDIO SELVAGGIO

Licei e università, proteste da Milano a Napoli contro la GELMINI

ITALIA – 23 OTTOBRE 2008 - Intanto, prosegue la mobilitazione contro il decreto Gelmini.

A Roma si è svolto un corteo, partito dalla Sapienza, per dire no alla riforma dell'università. Da stamattina la Facoltà di Scienze dell'Università Roma Tre è stata occupata. Presidi da oggi anche al liceo scientifico Malpighi, all'Avogadro e all'istituto Matteucci, mentre proseguono le occupazioni iniziate nei giorni scorsi.

A Palermo, il Consiglio di facoltà di Lettere ha approvato la sospensione per dieci giorni della didattica ordinaria. Nella altre facoltà, dopo la sospensione di martedì, la didattica è ripresa, anche se diversi studenti hanno disertato le lezioni.

A Torino circa mille studenti delle scuole superiori hanno dato vita a una manifestazione spontanea per le strade del centro storico della città. E continuano nel torinese le occupazioni delle scuole.

A Trieste c'è stata la protesta degli studenti delle scuole superiori. Qualche centinaia di ragazzi ha ''edificato'' un muro con i libri in piazza San Giacomo.

Dal 1 ottobre 2008 ad oggi il dissenso nei confronti del decreto Gelmini si è sviluppato finora in circa 300 manifestazioni in tutta Italia, con 150 scuole e 20 facoltà universitarie occupate.

I consiglieri del Pdl del Friuli Venezia Giulia, Paolo Ciani e Piero Tononi hanno intenzione di denunciare alcuni insegnanti di scuola superiore, compreso il liceo classico Dante Alighieri di Trieste, che ieri mattina, durante le proteste in corso contro la riforma Gelmini sfociate nell'occupazione di alcuni istituti, avrebbero minacciato di bocciatura e penalizzazioni gli studenti che chiedevano il regolare svolgimento della lezione. «Per questi episodi la norma introdotta dal ministro Brunetta contempla anche il licenziamento - hanno spiegato - Siamo stati direttamente contatati da alcuni genitori che hanno denunciato l'accaduto».

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2622924434

http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/10/21/941848-docenti_fuori_testa_boccio_protesti_contro_gelmini.shtml

Licei e università, ancora proteste da Milano a Napoli contro la MORATTI

ITALIA - 4 NOVEMBRE 2005 - A oltre una settimana di distanza dall'approvazione dei Ddl Moratti sullo stato giuridico della docenza universitaria e sul riordino della scuola superiore, non solo le proteste degli studenti non sono cessate, ma sembra invece che, in diverse città del Paese, stiano riprendendo vigore.

A Milano da venerdì scorso gli studenti dell'Università statale continuano ad occupare la sede dell'Ateneo per protestare contro il ministro Moratti. Il senato accademico, con in primis il rettore Decleva, ha chiesto di "porre fine a un'azione illegale" perché "la sede centrale non può diventare in alcun modo un porto franco per comportamenti impropri e avventuristici", riferendosi soprattutto alle decine di "ragazzi esterni" che sono entrati in ateneo e avrebbero derubato diversa merce dai bar. La protesta degli studenti, però, continua: "Va bene non essere d'accordo con le nostre iniziative, ma non accettiamo le falsità", hanno detto, ricordando, a chi li accusava di essere poche decine, di essere oltre duecento. Questa mattina, insieme ai colleghi "più piccoli" delle scuole superiori hanno sfilato per le vie della città occupando per alcuni minuti l'anagrafe e interrompendo, sempre per breve tempo, la circolazione di alcune linee tramviarie. Gli studenti sono stati tenuti sotto controllo da un piccolo cordone di polizia e tutto si è svolto in modo tranquillo.

Una manifestazione anche a Venezia. Circa 800 studenti hanno partecipato al corteo che, attraversate le calli, ha sfilato fino al palazzo della Prefettura. Qui una delegazione è salita a parlare con il capo di gabinetto della Prefettura, illustrando le ragioni della protesta contro la riforma Moratti, ma anche contro l'intervento delle forze dell'ordine che, una decina di giorni fa, avevano sgomberato con la forza un istituto occupato. Anche qui, comunque, la manifestazione si è svolta senza incidenti.

A Pozzuoli, nel napoletano, continuano le proteste degli studenti delle scuole medie superiori. Mercoledì è stata attuata un'occupazione simbolica dell'Istituto professionale per il turismo e il commercio "Falcone" e dell'Istituto polispecialistico di Toiano. Gli studenti - circa mille - hanno bloccato con un sit in i cancelli di accesso all'istituto e bloccato l'adiacente strada con i cassonetti della spazzatura. Le proteste stanno andando avanti con assemblee d'istituto e riunioni tra i rappresentanti delle diverse scuole.

A Bari, invece, continua l'occupazione della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università. "Occuperemo a oltranza, fino ad arrivare alla completa autogestione della facoltà", dicono i manifestanti. Le lezioni dunque sono sospese e i docenti hanno sostenuto, insieme agli studenti, la protesta contro il Ddl Moratti. D'accordo con la protesta anche il presidente Corrado Petrocelli.

Singolare occupazione, infine, al liceo Tasso di Roma, dove la protesta si è intrecciata anche con alcune vicende interne all'istituto.

http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scuola_e_universita/servizi/docentiunive/protestaconti/protestaconti.html

Licei e università, ancora proteste da Milano a Napoli contro FIORONI

ITALIA – 12 OTTOBRE 2007 - Erano in 100mila gli studenti che in 130 diversi cortei sono scesi in piazza oggi a manifestare contro il decreto Fioroni. Tra slogan, striscioni e bandiere studenti di scuole superiori e delle università hanno gridato al ministro della Pubblica istruzione , Giuseppe Fioroni, e a quello dell'Università e la Ricerca, Fabio Mussi, il loro dissenso, chiedendo a gran voce più fondi per le scuole,  abolizione dei corsi di laurea a numero chiuso e contestando il ritorno degli esami di riparazione a settembre. Qualcuno però si è fatto prendere la mano: chi ha inneggiato al Duce e chi invece ha imbrattato i muri di Napoli con insulti diretti al Papa.

130 cortei Sventolano le bandiere rosse dell'Unione degli studenti e dell'Unione universitari. Gridano "No alla riforma della scuola" e dicono "no al numero chiuso nelle università". E ancora: "Fioroni rimandato a settembre". Così i 130 cortei di studenti di superiori e università che sono scesi in piazza oggi sono andati diritti al cuore della loro protesta: il decreto del ministro dell'Istruzione che ha reintrodotto gli esami di riparazione.

Insulti al Papa "Occupiamo il Vaticano e impicchiamo il Papa". Scritte di questo genere sono apparse sui muri di via De Pretis e Corso Umberto I a Napoli. A scriverle sono stati sei minorenni, ora denunciati, tutti appartenenti all'area anarchica. I sei - quattro ragazzi e due ragazze - si sono staccati dal corteo studentesco imbrattando i muri con offese rivolte al Papa.

Macerata: "Domani a scuola accompagnati" "Le assenze da scuola dovute a scioperi saranno giustificate solo se gli studenti saranno riaccompagnati a scuola dai genitori". Il preside del liceo classico "Leopardi" di Macerata, Sauro Pigliapoco, ha scritto ai genitori degli studenti minorenni per invitarli a giustificare l’assenza dei figli presentandosi direttamente a scuola. I minorenni che oggi hanno scioperato contro il decreto Fioroni saranno riammessi alle lezioni solo se domani saranno accompagnati dai genitori.

Gli striscioni I ragazzi che oggi hanno deciso di scendere in piazza usano il linguaggio a loro più congeniale: quello degli striscioni e degli slogan da stadio. Nella capitale, la scritta "Le nostre idee faranno scuola" anticipa un camion con musica a tutto volume. Gli studenti gridano: "Ministro la scuola è nostra". E poi: "Non cambiate l’istruzione? Noi ve famo la rivoluzione". E anche: "Contro il governo della guerra per una scuola pubblica, laica, di massa".

Milano contro Fioroni e Formigoni Sono arrivati a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, e hanno gridato: "Sciopero, sciopero". Qualcuno si è fatto prendere la mano e ha iniziato a insultare il sindaco, ex ministro dell'Istruzione, e Fioroni, attuale titolare del ministero contestato. Con lo striscione "Trasforma la cultura, spezza il contratto" migliaia di studenti milanesi hanno iniziato la loro protesta contro il decreto della scuola da largo Cairoli. I partecipanti chiedono "l’abrogazione della riforma Formigoni, ennesima minaccia alla scuola pubblica", e sollecitano anche "l’annullamento delle riforme Moratti e Fioroni che continuano nella loro opera di distruzione della scuola, portando elementi nuovi non condivisi dalle componenti scolastiche per evitare di occuparsi e di risolvere i problemi reali del mondo dell’istruzione".

20mila a Roma E' partito da piazzale Aldo Moro a Roma, lo sciopero degli studenti contro la riforma Fioroni. "Siamo circa 20mila" dicono gli organizzatori. "È la manifestazione più grande degli ultimi anni - spiega Elisabetta degli studenti di sinistra - noi abbiamo richieste ben precise: più risorse in finanziaria per la didattica e l’edilizia sia scolastica sia universitaria, una legge nazionale per il diritto allo studio e il superamento della legge 264/99 che ha istituito il numero chiuso nell’università".

Studenti di destra: "Duce, duce" Anche gli studenti di destra chiedono la riforma. Ma i termini da loro usati sono destinati a creare scompiglio. Un gruppo sparuto, circa una trentina tra loro, grida: "Duce, duce" e poi "chiediamo che venga abolita la riforma della scuola prima come studenti e poi come fascisti - ha detto Giacomo della scuola Gateano Martino - ma non ci avviciniamo al corteo perché si ammazzano solo di canne".

Picchiato un manifestante romano Il clima si è scaldato a Roma, dove le forze dell'ordine in borghese hanno fermato tre ragazzi. Due di loro, minorenni, farebbero parte di organizzazioni di destra infiltrate nel corteo; mentre il terzo è un manifestante picchiato. "Stavano menando un mio amico - ha detto Andrea, il manifestante picchiato - l’ho tirato fuori dalla mischia. Ero in coda al corteo con la mia ragazza. Ho visto che erano tanti e ho cercato di proteggerlo, lui è riuscito a scappare e non so neanche dove sia adesso".

Abolire "il numero chiuso" Dall’unione universitari la richiesta di abolire il numero chiuso in tutte le facoltà. "Vogliamo accesso libero all’università - spiega Nicola - e poi magari una selezione a partire dagli anni successivi. La legge 264 prevede inoltre il numero chiuso solo in 5 facoltà perché viene applicato anche nelle altre?".

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=212732&START=1&2col=

Licei e università, ancora proteste da Milano a Napoli contro BERLINGUER

BERLINGUER: 'RAGAZZI CESSATE LE OCCUPAZIONI'

Repubblica — 06 dicembre 1997   pagina 23   sezione: CRONACA

ROMA - Ottantaquattro istituti occupati, 192 autogestiti. Altre 182 scuole che svolgono un' attività didattica inferiore al 50 per cento. In tutto 549 scuole mobilitate. E dopo le occupazioni, la polizia, le polemiche, il ministro Berlinguer lancia un messaggio agli studenti: 'Studenti - dice in sintesi - avete diritto ad esprimere il dissenso ma non considerate l' occupazione l' unica forma di protesta' . "In questi giorni - ha detto Berlinguer - si sono levate molte voci di studenti, docenti e genitori che non mettono in discussione il diritto al dissenso, ma chiedono che esso si esprima nel contesto di una regolare vita scolastica. Ho ricevuto varie espressioni di questo diffuso stato d' animo e non posso non condividerlo. Ritengo importante la partecipazione degli studenti da protagonisti alla discussione sulla scuola. Sono però altrettanto convinto che sia possibile discutere e protestare senza per ciò dover interrompere le lezioni". Le lezioni interrompono la continuità dello studio e non possono essere tollerate prevaricazioni - dice il ministro - anche se non c' è nessuna intenzione da parte del governo di adottare metodi repressivi. L' appello non è piaciuto ai ragazzi delle occupazioni: "Il ministro faccia il ministro, come lottare lo decidiamo noi", e ricordano la manifestazione che ci sarà l' 11 dicembre in varie città d' Italia.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/12/06/berlinguer-ragazzi-cessate-le-occupazioni.html