
SELEZIONE NATURALE, COL TRUCCO !!!!
BIDELLOPOLI E SUPPLENTOPOLI
L'Italia è il Paese della ''pubblica distruzione'', dove ci sono più bidelli nelle scuole che carabinieri per le strade a garantire la sicurezza dei cittadini. ''Uno scandalo'' denunciato dal quotidiano ''Libero'', che il 23 settembre 2008 ha pubblicato un'inchiesta sul personale non docente e docente delle scuole italiane, riferendo gli ultimi dati Ocse che sottolineano come ''in Italia c'è un insegnante ogni undici alunni. In Gran Bretagna ne hanno uno ogni venti. La media europea è uno ogni sedici''.
''Sono 167mila i non docenti degli istituti italiani, mentre gli agenti dell'Arma non arrivano a 118 mila. Sono 15,6 bidelli per scuola materna o elementare, praticamente 2,2 per classe''.
Citando i dati di ''Tuttoscuola'', del Ministero dell'Istruzione e i dati di ''Education at a Glance'', Ocse 2008, il quotidiano sottolinea che in Italia, nelle scuole, sono impiegati 167.000 bidelli per 7.751.356 alunni, mentre i Carabinieri in servizio nel nostro Paese, inclusi quelli impegnati nelle missioni all'estero, sono solo 118.000, ben 49.000 in meno dei bidelli.
''Il costo complessivo di questi 'collaboratori scolastici' (la qualifica politicamente corretta) è - scrive il quotidiano di Feltri - di 4 miliardi di euro l'anno. Il 60% sono di 'ruolo', quanto dire super garantiti. E questo dopo una riduzione senza la quale nei prossimi cinque anni la spesa sarebbe salita a 20 miliardi''.
E tra gli sprechi citati da Libero anche ''i 60 milioni di euro che ogni anno si spendono per telefonate e telegrammi per convocare supplenti che, residenti su tutto il territorio nazionale spesso rifiutano''.
Non è tutto. Dopo quelle di Torino, anche a Napoli si scoprono graduatorie scolastiche truccate e manomesse per vie informatiche e - di conseguenza - supplenze, nomine e immissioni in ruolo del tutto arbitrarie. Qualcuno, dotato della password necessaria, è entrato nel sistema del Provveditorato e ha modificato il file relativo. Trecento, forse quattrocento tra insegnanti e bidelli, potrebbero non essere in regola.
La traccia del fenomeno è in una lettera-denuncia del segretario regionale della Cisl scuola, Vincenzo Brancaccio, al suo leader nazionale Francesco Scrima, «Caro segretario - dice la missiva del 12 maggio 2008 - sono costretto a chiederti un intervento urgente presso la Signora Ministro della Pubblica Istruzione per ripristinare legalità e certezza del diritto nella scuola campana. Sarai stato certamente informato sulle graduatorie falsate dei collaboratori scolastici (bidelli - ndr) dell'ufficio scolastico di Torino, secondo gli articoli apparsi su "La Stampa" del 7 maggio 2008 - ricorda Brancaccio - Bene: in Campania la situazione è drasticamente più grave».
Liste manomesse
Nella provincia di Napoli, per esempio - secondo l’ipotesi su cui sta lavorando
la magistratura allertata dall’Ufficio scolastico regionale - le graduatorie
truccate sarebbero tre. O, almeno, tre sarebbero quelle su cui sono state
rilevate delle manomissioni ma, forse, il fenomeno potrebbe essere ben più
esteso e riguardare anche altre province. Occorre ricordare che, per sanare una
volta per tutte il fenomeno del precariato e iniziare un nuovo sistema di
reclutamento del personale, le graduatorie della scuola sono «ad esaurimento», e
quindi bloccate da sette anni. Eventuali novità nei nomi o modifiche dei dati,
quindi, sono facilmente rilevabili, anche se comportano l’oneroso lavoro di
monitorare circa 90 mila nomi. Tuttavia le magagne sono venute a galla.
La prima, nella provincia di Napoli, ha riguardato i docenti inseriti negli elenchi delle «abilitazioni speciali». Spieghiamo: l’abilitazione all’insegnamento, oggi, si può ottenere in due modi: o frequentando le Siss (le scuole biennali di specializzazione) oppure dimostrando di aver insegnato per almeno 360 giorni nella scuola statale. Questo secondo canale consente l'immissione nella graduatoria definita, per l’appunto, delle «abilitazioni speciali».
I professori
Alcune denunce hanno consentito di rilevare che, all’interno di questa
graduatoria, che costituisce un trampolino di lancio nell’insegnamento di ruolo,
sono stati inseriti dei nomi di persone che non ne avrebbero avuto titolo e che
avrebbero fornito «false certificazioni». Si parla di «decine» di nomi, ma il
materiale ancora da esaminare è sterminato. Per intanto la Guardia di Finanza ha
sequestrato gli atti.
Secondo filone. Nelle graduatorie della scuola d’infanzia ed elementare è stato appurato che «almeno» 42 docenti avrebbero visto il proprio punteggio lievitare repentinamente, da un minimo di otto a un massimo di 64 punti, come dire che a qualche docente sono stati attribuiti cinque anni di lavoro in più. L’esame della graduatoria non è ancora concluso e altri nomi potrebbero emergere.
La madre di tutte le truffe
E poi c’è la madre di tutte le truffe: la «bidellopoli» che, dopo quella
torinese, ora è in salsa napoletana. Centinaia (il numero è in continuo aumento
e non ancora definitivo) sarebbero gli aspiranti bidelli catapultati in
graduatoria «non avendone neppure i titoli», cioè mancando perfino della licenza
media. Anche qui ci sarebbero false certificazioni prodotte da diplomifici
privati o da sedicenti scuole paritarie.
CORREZIONI IN POCHI MINUTI: OMBRE E DUBBI SUL CONCORSO
Decine di elaborati scritti a mano esaminati nel giro di poche ore, compiti dei vincitori infarciti di errori di ortografia: è bufera sulla selezione per dirigenti scolastici che si è svolta in Sicilia.
Sicilia, concorso pubblico nazionale per dirigenti scolastici. Oltre 1500 docenti, dopo aver superato la selezione per titoli, partecipano alle prove scritte che consistono in un saggio e un progetto.
I posti a disposizione sono solo duecento.
Quando i risultati degli scritti sono pubblicati, numerosi docenti che non sono stati ammessi all’orale fanno richiesta del proprio elaborato e dei verbali di correzione della commissione.
Quello che scoprono è all’origine della loro contestazione e della richiesta di annullare il concorso e rifare tutto. Una delegazione, guidata da Maria Antonietta Cucciniello, Alfredo Pappalardo e Matteo Croce, ha spiegato in trasmissione le anomalie verificate nella correzione dei compiti.
Dai verbali, infatti, è stata riscontrata la velocità con la quale i commissari hanno corretto saggi e progetti: tre minuti per leggere elaborati scritti a mano, spesso con grafie incomprensibili, di almeno 6 pagine ciascuno.
Ma non basta, come dimostrato dai docenti che contestano i risultati del concorso, questa rapida correzione ha visto premiati, in alcuni casi, scritti con grossolani errori di grammatica.
Intervenuto in trasmissione il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Guido Di Stefano, ha affermato che solo pochi verbali mettono in evidenza anomalie nei tempi di correzioni ed ha difeso la regolarità delle procedure concorsuali.
http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067493,00.html